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30.00 د.إ

ISBN: 978-9948-846-85-7

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L’Organizzazione Internazionale Dell’Associazione dei Fratelli Musulmani: Reti di potere e influenza nel mondo

المؤلف: TRENDS

السنة: 2022

اللغة :الإيطالية

L’organizzazione internazionale è di importanza centrale per i Fratelli Musulmani, non solo perché svolge il ruolo di braccio esterno dell’Associazione, ma anche perché è una delle sue principali fonti di finanziamento e gestisce anche le sue reti finanziarie e commerciali all’estero. Possiede molti rami mediatici nei paesi europei i quali facilitano la sua influenza sull’opinione pubblica internazionale, in modo da perseguire gli obiettivi ed il progetto politico dell’Associazione. – L’organizzazione internazionale dei Fratelli Musulmani non si limita alle sole sedi nei paesi arabi, islamici ed occidentali, ma comprende anche alcune correnti dell’Islam politico che sono compatibili con essa nella visione, finalità e approccio generale, come Jama’at al-Da’wah wal-Islah in Iran. – Le premesse intellettuali e religiose che stanno alla base dell’istituzione dell’organizzazione internazionale, siano esse relative all’»universalità della da’wah», «la cattedra del mondo» o «la rinascita del califfato islamico», esprimono una visione superiore ed il fraintendimento del concetto di religione islamica. Quest’ultima che rifiuta l’idea di egemonia sul mondo in nome della religione e, al tempo stesso, contraddice il moderno concetto di Stato nazionale, che esalta il valore della cittadinanza e della conservazione della sovranità nazionale. Al contrario l’ideologia e la filosofia dei Fratelli Musulmani, su cui si basa l’organizzazione internazionale, non crede nei confini geografici e considera che il mondo intero rappresenti la base dello stato transcontinentale dei Fratelli Musulmani. – In un momento in cui l’organizzazione internazionale dei Fratelli Musulmani cerca di unificare e coordinare le posizioni con le sue sotto-organizzazioni, la realtà pratica indica il contrario. Sono emerse molte differenze e divisioni all’interno dell’organizzazione, soprattutto perché ignora la specificità dei paesi in cui le organizzazioni dei Fratelli Musulmani sono localizzate, le trascende e adotta posizioni contrarie ai suoi interessi nazionali, come accadde durante l’invasione irachena del Kuwait il 2 agosto 1990, quando si schierò con l’Iraq, cosa che spinse i fratelli kuwaitiani a disimpegnarsi dall’Associazione dei Fratelli Musulmani in Egitto. – La struttura dell’organizzazione internazionale dei Fratelli Musulmani non è molto diversa dalla struttura principale dell’Associazione dei Fratelli Musulmani. Vi è una chiara somiglianza tra le unità organizzative e amministrative di entrambe le parti, soprattutto per quanto riguarda le istituzioni centrali affiliate all’organizzazione. Quest’ultima includono il Murshid generale dell’Organizzazione internazionale, l’Ufficio di orientamento generale dell’Organizzazione internazionale e il Consiglio generale della Shura dell’Organizzazione internazionale, che gestisce i compiti dell’organizzazione internazionale dell’Associazione e coordina tra i suoi vari rami. Ma ciò che distingue l’organizzazione internazionale dei Fratelli Musulmani è che ci sono molte organizzazioni politiche, religiose, mediatiche e intellettuali ad essa affiliate ufficiosamente, le quali svolgono molti compiti che servono gli obiettivi dell’Associazione e il suo progetto politico e religioso, come l’Unione internazionale degli studiosi musulmani e l’Unione delle organizzazioni islamiche in Europa, a cui il regolamento dell’organizzazione internazionale non fa riferimento, ma adotta le posizioni dell’organizzazione internazionale su molti temi. – I paesi del Consiglio di Cooperazione degli Stati arabi del Golfo sono considerati di grande importanza per l’organizzazione internazionale dei Fratelli Musulmani, per diverse considerazioni, alcune delle quali relative al supporto finanziario, altre relative alla facilità di Islamizzare le società del Golfo. Dato il controllo che i Fratelli Musulmani avevano sulle organizzazioni e istituzioni in questi paesi, specialmente quelle educative, culturali e religiose, dove tali istituzioni si occupano di educare, e formare la consapevolezza dei membri della comunità, in particolare della nuova generazione di giovani, negli anni settanta e ottanta del secolo scorso. Tuttavia, con l’inizio del nuovo millennio, la maggior parte dei paesi del Golfo ha cominciato a rendersi conto del pericolo di queste organizzazioni dei Fratelli Musulmani, e ad adottare misure per affrontarle e lavorare per prosciugare le loro risorse e limitare le loro attività, sia attraverso lo scioglimento, ponendo un veto alle loro attività, sia classificandole come organizzazioni terroristiche. – Sebbene l’organizzazione internazionale dei Fratelli Musulmani fosse orgogliosa della presenza di filiali in molti paesi arabi, e della sua capacità di coordinarsi tra di loro, i suoi continui tentativi di mettere l’interesse dell’Associazione madre al di sopra di queste filiali, e non tenendo conto della specificità dei paesi in cui si trovano, ha portato a maggiori critiche su come viene gestita la regolamentazione internazionale. Domande e questioni come ad esempio: Perché la posizione del Murshid generale non è internazionalizzata e la necessità di non limitarla ai soli Fratelli musulmani in Egitto? Perché l’organizzazione internazionale non cessa di esercitare il ruolo di custode delle organizzazioni sussidiarie dei Fratelli Musulmani? Non si è limitato a questo punto, ma queste critiche si sono poi sviluppate con la separazione di molte organizzazioni sussidiarie dei Fratelli Musulmani dall’Associazione madre e dall’organizzazione internazionale. – In un momento in cui l’organizzazione internazionale dei Fratelli Musulmani soffre dalla rivoluzione del 30 giugno 2013 nella Repubblica Araba d’Egitto, uno stato di debolezza senza precedenti, che l’ha resa incapace di controllare altre organizzazioni dei fratelli Musulmani in molti paesi del mondo, e ad abbandonare - temporaneamente - gli obiettivi globali che stava cercando di conseguire. Per raggiungerli, tuttavia, iniziò ad adottare una nuova strategia volta a contenere le pressioni e le restrizioni che l’Associazione stava affrontando da un lato, e concentrandosi sulla presenza in paesi che sono considerati “rifugi sicuri” e garantire la continuazione della sua attività attraverso la quale difende l’Associazione e ne promuove le idee.